Il Convegno Interdiocesano del 1902 ad Aragona e lo sciopero degli zolfatai per la misura dello zolfo.

Sono in tanti ad intervenire ma un grande contributo alla soluzione dei problemi è dato, soprattutto, dall’avv. Mangano, dal Comm. Parlati e da Don Luigi Sturzo, che si oppone a coloro che vogliono ampliare le attività delle Casse Rurali.

Al termine della prima adunanza il Comm. Parlati e Don Luigi Sturzo partecipano pure ad un incontro con i soci dell’Unione professionale ed improvvisano due “splendidi discorsi, il primo sulla cooperazione, il secondo sulla coscienza del lavoratore cattolico.

Il giorno seguente i lavori procedono ininterrottamente dalle otto del mattino alle nove di sera e vi prendono parte anche alcuni operai, contadini e zolfatai.

A conclusione, ciascuna sezione formula le proprie deliberazioni che all’indomani vengono esaminate ed approvate dall’assemblea del convegno con i seguenti principi:

Sezione Casse Rurali:

In considerazione dell’aumento dell’emigrazione nelle Americhe e dell’esigenza di migliorare i sistemi di coltivazione nonché le colture mediante l’opera delle Casse Rurali a sistema Raiffeisen si fa voto:

  • Che le Casse Rurali si impegnino a migliorare, mediante lo studio e la divulgazione, i sistemi di coltivazione e le condizioni produttive delle campagne, nonché ad affittare i feudi per suddividerli direttamente ai soci “togliendo di mezzo le diverse serie di gabelloti e subgabelloti, che speculano sulle fatiche dei veri agricoltori, cui nulla resta sul loro lavoro”. Nell’affitto viene suggerito  di “dare a ciascun socio la responsabilità della garanzia per la quota di terreno ricevuta, eccetto il caso che fosse possibile promuovere società cooperative per azioni distinte dalle casse”;
  • Che si istituiscano nei pochi paesi che ancora ne sono privi le Casse Rurali Cattoliche;
  • Che le Casse Rurali aderiscano  alle proprie Federazioni diocesane  ed osservino rigorosamente i seguenti criteri già deliberati nei congressi cattolici nazionali di Milano e Taranto:

a) Soci:

  • “Che siano accettati per soci soltanto persone che, sotto il riguardo religioso, morale ed economico, diano le maggiori guarentigie e sicurtà”;
  • “Che  siano assolutamente  esclusi coloro che per incompatibilità  legali o per motivi religiosi o morali non possono più far parte di una cassa rurale”;

b) Prestiti:

  • Che la Cassa Rurale tenga sempre presente che essa è sorta principalmente per agevolare il credito agrario ai piccoli proprietari ed ai contadini;
  • Che ogni socio al momento della richiesta, indichi lo scopo a cui deve destinare la somma ed il modo col quale effettuerà i pagamenti;
  • Che siano determinati i casi in cui la Presidenza sarà autorizzata a concedere delle proroghe,
  • essendo questa concessione contraria alla natura del prestito agrario;
  • Che ogni prestito sia accuratamente garantito e siano più frequenti le ispezioni per verificare se vi siano queste garanzie;
  • Che sia vietato alla Cassa Rurale di concorrere direttamente con capitali alla costituzione od allo sviluppo di società di produzione;

c) Spirito Cristiano:

  • Che le Casse Rurali Cattoliche si dimostrino praticamente tali col determinare annualmente qualche manifestazione religiosa;
  •  Che vigilino rigorosamente che i soci evitino l’alcolismo, il vizio, l’appoggio alla cattiva stampa e che gli stessi non si lascino adescare dal socialismo e dal liberalismo, pena l’espulsione;
  • Che le Federazioni diocesane con frequenti e rigorose ispezioni facciano osservare tali criteri direttivi;
  • Che le due Federazioni di  Agrigento e Caltanissetta promuovano gli acquisti collettivi, studino i mezzi più adatti per sviluppare le piccole proprietà acciocché l’agricoltore, fatto proprietario, sia reso più difficilmente accessibile alle teorie socialiste;
  • Che le due Federazioni operino sempre d’accordo;
  • Che ogni Comune delle due diocesi affluisca i depositi presso la Banca Cattolica S. Gaetano;
  • Che si faccia una larga propaganda per accrescere il capitale originario

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Sezioni Unioni Professionali:

Casse operaie: Considerando che l’operaio delle industrie vive in condizioni misere, nella disoccupazione e soggetto ai soprusi di capitalisti; considerando che occorrono le Unioni Professionali per renderlo cosciente dei suoi diritti, per difenderlo dai capricci e dai soprusi dei capitalisti; considerando che le Casse operaie cattoliche già esistenti in provincia educano l’operaio al risparmio e lo difendono dall’usura; considerando l’utilità delle Casse nazionali di previdenza e che per avvicinare i giovani alle classi umili, educandoli ai sentimenti della carità sono adatte le Conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli, l’Adunanza federale interdiocesana di Aragona fa voti:

  • Che nei paesi dove abbonda il ceto operaio industriale si istituiscano le Unioni Professionali con diverse sezioni secondo le diverse arti o mestieri;
  • Che dove è possibile si istituisca la Cassa operaia cattolica secondo lo statuto di quella istituita a Girgenti;
  • Che  le  Unioni  Professionali  delle  due  diocesi  aderiscano  alle  rispettive  Federazioni diocesane delle opere economico-sociali;
  • Che si promuovano cooperative per la costruzione di case operaie igieniche ed a sistema riscattabile;
  • Che si persuadano i soci delle cooperative cattoliche ad iscriversi alle Casse Nazionali di
  • Previdenza;
  • Che si istituiscano per quanto sarà possibile le Conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli e le Compagnie delle Dame di carità.

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Zolfatai:

“Considerando che la classe dei zolfatai soffre tutti i disagi sopra lamentati, in proporzione sconfortantissima, e nella generalità manca di qualunque educazione religiosa e morale, effetto doloroso del disagio economico e del lavoro accasciante delle miniere, l’Adunanza Federale di Aragona, fa voti”:

  • Che nei paesi zolfiferi si istituisca subito il Gruppo Professionale degli zolfatai;
  • Che prima opera di tali gruppi sia l’istituzione della Cassa operaia cattolica per soli zolfatai;
  • Che al Consiglio di presidenza di tali gruppi professionali siano rappresentati in egual numero i picconieri ed i carusi;
  • Che tali gruppi incomincino dal richiedere ed ottenere con tutti i mezzi legali, che agli
  • zolfatai sia soddisfatto il salario in moneta, anziché in generi alimentari;
  • Che si istituiscano oratori festivi per adulti, possibilmente con cantine sociali per attirare alle pratiche religiose nei giorni festivi gli zolfatai, allontanandoli dalle bettole e dalle piazze corrompitrici;
  • Che a tali importantissimi istituzioni si dedichi in ogni paese qualche Sacerdote attivo e zelante, trattandosi di una vera missione.

Il Convegno interdiocesano di Aragona, nel pomeriggio del 31 agosto, conclude i suoi lavori con una solenne e maestosa processione del simulacro del S. Cuore per le vie del paese, a cui prendono parte tutti i convegnisti, una gran folla e la fanfara dell’Unione Professionale.

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