Il Convegno Interdiocesano del 1902 ad Aragona e lo sciopero degli zolfatai per la misura dello zolfo.

L’arciprete Vella convince i principali esponenti del cattolicesimo agrigentino a organizzare il “Convegno interdiocesano”.

Nei mesi successivi, l’arciprete Vella sollecita i cattolici agrigentini ad attuare le risoluzioni, che erano state approvate dall’Adunanza e ad indire un altro incontro per cercare nuove iniziative a favore degli zolfatai. Le sue richieste ben presto trovano larga adesione e convincono i principali esponenti del cattolicesimo agrigentino a fissare un altro incontro da tenere ad Aragona, in riconoscimento al principale promotore dell’iniziativa, e invitarvi i rappresentanti della provincia di Caltanissetta, che con quella di Agrigento sono le principali produttrici di zolfo della Sicilia ed hanno il più alto numero di zolfare. Il Convegno interdiocesano è fissato per i giorni 29, 30 e 31 agosto 1902 ed è annunciato con un numero speciale pubblicato contemporaneamente dal Cittadino e dall’Aurora, l’organo di stampa dei cattolici nisseni, in cui F. Chiaramonte, oltre ad invitare tutti i cattolici praticanti ad intervenire ad Aragona, li invoglia, con molta enfasi, a non fermarsi “nella gloria della guerra vinta contro gli usurai” in difesa dei contadini, ma ad andare avanti e ad iniziare una nuova lotta in favore degli zolfatai per avvicinarli a “Cristo, Redentore degli umili”.

Il Comitato parrocchiale di Aragona, dopo l’annuncio del Convegno, si mette al lavoro per organizzarlo nel migliore dei modi.

Il Comitato parrocchiale di Aragona, dopo l’annuncio del Convegno, guidato dall’arciprete Vella e dal sacerdote Gandolfo, si mette al lavoro per organizzarlo nel migliore dei modi. La domenica precedente all’inizio del Convegno festeggia la costituzione dell’Unione professionale democratica cristiana, istituita con lo scopo di guidare ed aiutare gli operai delle miniere nelle vicissitudini della vita quotidiana e nei rapporti con i padroni e gli esercenti. La sua fondazione, che per i promotori doveva fungere da preludio ai lavori del Convegno, è organizzata nei mesi precedenti con una intensa opera di persuasione tra gli zolfatai aragonesi, molti dei quali sono restii a dare la propria adesione. Alla fine, però, un buon numero di essi aderisce all’Unione professionale, che nei mesi che seguono avrà un ruolo determinante nella lotta per le rivendicazioni salariali. L’inaugurazione dell’Unione professionale, che ha la sua sede in alcuni locali annessi alla chiesa della Mercede, si ha il 24 agosto 1902 con una solenne manifestazione.

Per tutto il giorno una fanfara gira per le vie di Aragona mentre i soci dell’Unione professionale in mattinata assistono alla messa celebrata dall’arciprete Vella e molti di essi si fanno la comunione. Nel pomeriggio, nei locali della sede dell’Unione professionale, si tiene un trattenimento, allietato dalla musica di un grammofono, nel corso del quale F. Chiaramonte tiene il discorso inaugurale ed illustra le finalità dell’associazione. Cinque giorni dopo, il 29 agosto 1902, ha inizio il Convegno interdiocesano che assume molta importanza “nello sviluppo successivo dell’azione dei cattolici e per l’organizzazione degli operai, dopo i risultati conseguiti con i contadini”.

Aragona accoglie i convegnisti, sontuosamente parata a festa.

Aragona accoglie i convegnisti, sontuosamente parata a festa, con le strade principali illuminate con “fantastici” lumi ad acetilene ed adorne con banderuole, arazzi e scritte inneggianti il Papa, gli operai e la Chiesa. I due Vescovi di Agrigento e Caltanissetta, Mons. Lagumina e Mons. Zuccaro, ed il loro seguito sono attesi da una gran folla fuori dal centro abitato e sono accompagnati solennemente  nel  palazzo  Principe,  nel  cui  cortile  è  previsto  lo  svolgimento  dell’Adunanza diocesana. L’atrio del palazzo dei Naselli, per l’occasione, è addobbato con maestria dal paratore Giuseppe Parello ed ha al suo centro un palco adorno tutt’intorno con bandiere delle due diocesi.

Palazzo Principe Naselli – Aragona (AG)

“A parecchi chilometri lontano dall’abitato – scrive, il Cittadino –ben 200 contadini vestiti in festa, sulle loro cavalcature ornate con variopinte gualdrappe, tutti sventolanti una banderuola col monogramma di Cristo, e poi centinaia di operai ed agricoltori in ordinata processione, preceduti dalla fanfara dell’Unione professionale, tutti colla banderuola e col ramo d’ulivo, e poi le due musiche cittadine, e poi un popolo intero in festa, ed in mezzo all’entusiasmo popolare i due Venerandi Pastori delle Diocesi sorelle, che benedivano tanta manifestazione di fede e di amore. E procedendo avanti, nuovi trionfi si aggiungevano ai trionfi, ed agli evviva degli operai, i battimani dei civili, un continuato agitar di fazzoletti delle signore; tutto un popolo era in festa, e da per tutto si gridava commossi: Evviva la nostra Santa Religione” (1).

I lavori del Convegno sono articolati in due sezioni, la prima delle Casse Rurali e la seconda delle Unioni Professionali

Il pomeriggio del 29 agosto, dopo l’arrivo di tutti i partecipanti, inizia la prima adunanza e prosegue nella giornata successiva con la formulazione dei deliberati delle due sezioni di lavoro delle Casse Rurali e delle Unioni professionali e Casse operaie, mentre nella giornata conclusiva del 31 agosto si tiene la seconda adunanza, nel corso della quale sono discusse ed approvate le deliberazioni. I lavori del Convegno sono articolati in due sezioni, la prima delle Casse Rurali e la seconda delle Unioni Professionali, coordinate da due rispettivi uffici di Presidenza, che a loro volta sono diretti da un ufficio principale di Presidenza.

Molte adesioni al Convegno pervengono da tutte le parti della Sicilia e dal Comitato regionale dell’Opera dei Congressi.

Ai lavori prendono parte numerosi esponenti regionali del movimento dei Cattolici, tra cui Don Luigi Sturzo, l’avv. Vincenzo Mangano, il Comm. Parlati ed i rappresentanti delle opere economiche e delle associazioni delle due diocesi di Agrigento e Caltanissetta. Molte adesioni al Convegno pervengono da tutte le parti della Sicilia e dal Comitato regionale dell’Opera dei Congressi. Alle ore 17,30 del 29 agosto, prima dell’inizio dei lavori, tutti i partecipanti, stipati nell’atrio del palazzo Principe, cantano “Veni Creator Spiritus” e subito dopo, tra gli applausi generali, Mons. Lagumina fa il discorso inaugurale. “Siamo qui – egli dice –per rispondere al grazioso invito che   ci  venne   dallo  zelante  Parroco  Vella e da questa fiorente Cassa Rurale” e, dopo aver ringraziato tutti i presenti, illustra gli scopi del Convegno, non senza aver prima lanciato qualche frecciata contro i socialisti, rei di aizzare all’odio e alla violenza e di trascurare la questione morale. “Esiste un dissesto economico, ma esiste pure un dissesto morale. Se la nostra attività – prosegue Mons. Lagumina- dovesse unicamente rivolgersi a risolvere la prima questione senza preoccuparsi della seconda, e a provvedere al primo dissesto trascurando il secondo, non vedrei perché dovessimo levare la voce contro i socialisti (…). Prima della questione sociale viene la questione religiosa; prima del dissesto economico viene il dissesto morale (…). Ciò non significa rientrare in sacrestia, dove ci vorrebbero relegati e d’onde il Santo Padre ci ha comandato di uscire” (2).

Giunto il momento di pensare anche agli zolfatai.

I Cattolici nella diocesi di Agrigento, seguendo i principi della fede cristiana, seguita a dire Mons. Lagumina, sono riusciti a debellare l’usura e ad aiutare i contadini ed è giunto il momento di pensare anche agli zolfatai, così come ha a lungo sollecitato l’arciprete Vella. “Agli operai quinci innanzi saranno precipuamente rivolte le cure della Federazione delle opere economico-sociali della Diocesi e in ispecie ai zolfatai, la classe più trascurata di tutte e pei zolfatai si comincia concretamente da oggi, ed era ben giusto che il movimento a favor loro partisse da qui, da Aragona, importante centro zolfifero che ha la ventura di avere Parroco il Rev.mo Carlo M. Vella, che ha preso a cuore la causa dei zolfatai”. Al termine dell’intervento di Mons. Lagumina è data lettura della composizione degli uffici di Presidenza e subito dopo prende la  parola l’arciprete Vella  per dare i saluti di  Aragona  a  tutti  i   partecipanti. Quindi è letto un telegramma del cardinale Rampulla con il quale comunica la benedizione data dal Papa ai convegnisti; subito dopo i sacerdoti Sclafani e Gurrera illustrano le opere economico -sociali dei Cattolici nelle diocesi di Agrigento e Caltanissetta e danno inizio ai lavori veri e propri del Convegno.

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