La stampa locale ad Aragona – (II parte)

Nota di redazione: Questo contenuto fa parte dell’archivio storico de La Voce di Aragona. Il testo è stato digitalizzato nel rispetto della sua stesura originale per preservare la memoria civica del territorio.

Leggi la prima parte

Il volantinaggio del Gruppo Giovanile Aragonese

È da includere nella stampa locale l’attività di volantinaggio per più di un anno fatta dal GGA, il Gruppo Giovanile Aragonese costituitosi alla fine del 1974, e composto da giovani operai, alcuni diplomati e studenti. L’associazione che si dichiara “senza colore politico e indipendente da ogni direttiva di partito”, nasce allo scopo di lottare per “una onesta amministrazione della Cosa pubblica”, attraverso la denuncia sociale e il controllo dell’operato dell’amministrazione comunale. Essa per molti aspetti ricalca i “Giovani 2000”, ma se ne distingue per il fine politico esclusivo a cui mira e per le modalità degli interventi. Periodicamente attua la denuncia sociale con la distribuzione di volantini di quattro facciate, scritte in forma di dialogo con metafore e allusioni chiare ed evidenti alla classe politica locale. Lo stile che usa per mettere alla gogna l’operato degli amministratori è volutamente allegorico per evitare eventuali denunce. A scrivere i volantini è Giovanni Fragapane, che trasferitosi ad Udine per motivi di lavoro coltiverà la propria passione letteraria e scriverà alcuni romanzi. I componenti del GGA tutti i pomeriggi si ritrovano nella propria sede per trascorrere momenti ricreativi, giocando a carte, nonché per discutere gli argomenti che saranno oggetto dei volantini, il primo dei  quali,  intitolato  “Lo  Specchio”,  lo distribuiscono nell’ottobre del 1974. In esso prendono in esame la seduta consiliare del 30 settembre 1974 nella quale è approvato il piano di fabbricazione, e denunziano il tentativo dei consiglieri comunali di ricavare degli utili dalla scelta delle aree fabbricabili: “Non lo sai – dice uno degli interlocutori del volantino – che tutto il Consiglio aveva fatto combriccola per spartirsi gli utili dei terreni scelti per il programma di fabbricazione? (…) l’ha detto il Sindaco, perché c’era anche lui nella torta! (…) Figurati che c’era uno che ha fatto la proposta di istituire una Commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità del Consiglio! “.

L’accusa è grave e naturalmente suscita molto clamore e polemiche di vario tipo, che non intimoriscono i giovani del GGA. Essi continuano a distribuire  periodicamente i volantini e mettono alla berlina la classe politica aragonese degli anni Settanta e gli intrighi all’interno del consiglio comunale. Ma le loro denunce, mancando di prove, non sortiscono effetti giudiziari e politici. Esse hanno solo un valore morale. Alcune settimane dopo la divulgazione del primo volantino, gli aderenti al GGA ne distribuiscono un altro intitolato “Il seguito Primo”, nel quale esaminano il malcostume di votare “per riconoscenza al certificatuzzo, o per il sollecito della domanda di pensione o per qualsiasi altro affaruccio di famiglia” e stigmatizzano sulle promesse non mantenute fatte dai politici nelle elezioni amministrative del 18 novembre 1973. Sono in molti a ritenere che dietro i giovani del GGA ci sia qualche nascosto manovratore ed essi per eliminare ogni equivoco con un volantino intitolato “Cronache Aragonesi. Quel che si vede, quel che si sente”, illustrano gli scopi che si prefiggono e le motivazioni per le quali si sono costituiti in associazione. Inoltre, con un altro volantino intitolato “Incompiuta Aragonese”, ribadiscono la propria autonomia politica: “Se nonostante tutto, – scrivono – qualcuno vorrebbe darci un colore politico, l’avverto che non farebbe mai centro; perché noi non siamo un solo partito politico, siamo tutti i partiti del mondo conglobati in uno; come l’arcobaleno”.

All’inizio del 1975 i componenti del GGA con un volantino avente per titolo “Lettera di Natale” esaminano la situazione sociale aragonese e puntano il dito indagatore sul traffico dei giorni festivi in via Roma e Garibaldi e sulla solita carenza idrica. Non mancano, però, a loro parere, le note positive come l’arrivo del nuovo camion della nettezza urbana e il risveglio sportivo: “Aragona, – scrivono – sta per diventare il centro dello sport. In meno di tre mesi sono sorte ben due nuove società sportive. Le nostre squadre di calcio e di palla a volo vanno forte; e questo lo dobbiamo a pochi eletti, e soprattutto all’interesse e alla cura, che il nostro Assessore allo sport (Luigi Buscemi) prodiga alle giovani speranze dell’atletica”. Le società sportive alle quali si fa allusione sono   quelle   di   pallavolo   della “Michelangelo” e di calcio dell’”Atletico Aragona”, che nascono in antagonismo all’US Aragona, che ha una squadra di calcio militante ai vertici della Seconda categoria e una di pallavolo, che milita con buoni risultati in Seconda Divisione. Nell’aprile del 1975, i giovani del GGA dalla semplice denuncia sociale passano alla proposta e con un volantino intitolato “Aragona una città come Alice”, chiedono di istituire un Pronto soccorso e, per tenere pulito il centro abitato, avanzano l’idea di utilizzare sacchetti di plastica per facilitare la raccolta dei rifiuti. Propongono poi, con un altro volantino intitolato “Parliamo di aborto”, di istituire l’isola pedonale nei giorni festivi in via Roma e Garibaldi per permettere ai cittadini delle tranquille passeggiate. A tale scopo inoltrano all’amministrazione comunale un dettagliato progetto con relativa  pianta  planimetrica. La proposta dopo qualche mese è accolta ed è attuata; ancora nei nostri giorni è operante, anche se la consuetudine delle passeggiate è andata progressivamente diminuendo fino a cessare del tutto alla fine del ‘900. Avvicinandosi, poi, le elezioni politiche, con un volantino intitolato “Pro-memoria elettorale”, i giovani del GGA tornano ad esaminare il costume politico e puntano l’attenzione sulle copie di telegrammi dei deputati, che, alla vigilia delle elezioni, sono affisse nella vetrina del Garden Bar, nonché sulla “grande abbuffata” degli amici intimi, sugli interventi clientelari, sulla lentezza della realizzazione delle opere pubbliche e sul progetto della nuova Scuola Media, intorno al quale ruotano gli interessi di alcuni consiglieri comunali che “hanno comprato il terreno vincolato o per impedire l’approvazione o per modificare il progetto”, ipotesi quest’ultima che si dimostrerà veritiera. Nell’ottobre del 1975, con un altro volantino intitolato “Perché?”, tornano a fustigare il malgoverno amministrativo e nel novembre dell’anno successivo puntano l’indice indagatore sul concorso pubblico per un posto di sorvegliante della nettezza urbana svoltosi il 27 luglio 1976. Con un volantino intitolato “Lettera anonima pervenuta al GGA”, essi confutano le inesattezze dell’anonimo scrittore, il quale sostiene che alcuni componenti la commissione esaminatrice, presieduta dal segretario sezionale locale del PSI, hanno intascato tre milioni per favorire il vincitore. Il foglio, però, nonostante il contenuto confutatorio, vuole essere un’accusa ai componenti della commissione e ai partiti di maggioranza, che  si difendono con un volantino nel quale, a loro volta, accusano i giovani del GGA di essere strumentalizzati e di agire per ripicca. Il 18 gennaio 1977 il GGA, che non cessa di distribuire periodicamente i propri volantini, presenta un altro progetto per costituire uno “Spaccio del pensionato” per la vendita di generi di prima necessità, ma non ottiene alcuna risposta. Il naturale sbocco di tutta l’attività del GGA si ha nel 1979 con la presentazione di una lista elettorale alle elezioni amministrative, che si svolgono il 3 e 4 giugno. Gli esponenti del GGA durante la campagna elettorale intensificano la distribuzione dei volantini-denuncia e si definiscono una forza politica sana in alternativa  alla vecchia classe politica. Ma i risultati che ottengono alle elezioni non sono rilevanti e solo  due  loro  rappresentanti sono eletti consiglieri, il dott. Michelangelo Spoto e Leonardo Graceffa. Con l’elezioni amministrative del 1979 il GGA cessa di distribuire volantini e conclude la sua esperienza di controllo esterno del consesso civico.

Giovanni Fragapane dopo l’esperienza del GGA continuerà a coltivare la passione per le arti letterarie e nel 1973 scrive il suo primo romanzo “Il castello di carta”. Trasferitosi ad Udine scrive i racconti brevi “Macalubbe”, “Lo spaventapasseri” e “Diritti d’autore”. Dopo queste produzioni letterarie il suo interesse si rivolge al teatro e nel 1987 scrive la commedia “Vecchi al paradiso”. Seguono nel 1988 “Notte di Natale” e nel 1990 “Prova di regia d’autore” con la quale partecipa al Concorso Nazionale di drammaturgia di Sezze in provincia di Latina e si classifica al secondo posto. Nel 1991 scrive la commedia “Via del Risorgimento”, nel 1994 il romanzo “Le pietre di San Quadrivio”, nel 1998 il romanzo “Morte di un editore” e nel 2011 “Il destino degli strumenti musicali”.

La Voce di Aragona

Nel dicembre del 1983 compare il primo numero della “Voce di Aragona” pubblicato dall’associazione giovanile della PRESCESS, diretta da Alfonso Sammartino, e stampato in numero unico nella tipografia Moderna di Racalmuto, con la direzione di Franco Castaldo. Il giornale desta subito molta curiosità e richiama l’attenzione e l’interesse degli Aragonesi. Ha un formato di otto pagine e presenta articoli sulla cronaca e vita paesana, sulla politica locale, sull’amministrazione comunale, sulle tradizioni popolari, sulla storia del paese e sport locale. L’intenzione della PRESCESS è quella di continuare la pubblicazione con cadenza periodica ma da sola non è in grado di affrontare l’impresa e chiede l’aiuto di altri collaboratori e dello scrivente, che sono allettati dalla proposta. I collaboratori esterni, d’accordo con i componenti della PRESCESS, pertanto decidono di costituire una cooperativa al di fuori dell’associazione per gestire il giornale. Momentaneamente lo scrivente e Franco Castaldo assumono gli incarichi di redattore e di direttore responsabile del giornale, che con l’aiuto di alcuni collaboratori va in edizione come numero unico nel febbraio del 1984 col titolo “La voce aragonese”, nell’aprile del 1984 col titolo “Voce di Aragona”, e per altre due volte nel mese di giugno 1984 col titolo “Voce di Aragona 1” e “Voce di Aragona 2” in edizione speciale per le elezioni amministrative. Nel frattempo con atto notarile stipulato dal notaio Antonio Pusateri si costituisce la cooperativa a r.l. “La voce di Aragona”, formata da 16 soci, con presidente Francesco Graceffa, e il giornale viene pubblicato da essa ancora come numero unico nell’agosto del 1984 col titolo “Voce di Aragona 3”.

Il giornale ha una tiratura di mille copie distribuite per le vie principali di Aragona, ma quasi la metà delle copie sono date gratuitamente.

Ogni volta che il giornale va in stampa si compie un’impresa; i mezzi di cui esso dispone sono limitati e non mancano le divergenze tra i promotori, che però non fanno mancare il loro impegno e aiuto. È stampato in linotype a Racalmuto con la matrice fotografica prodotta a Canicattì. La composizione delle pagine e la loro correzione è fatta direttamente in tipografia con un lavoro che a volte si protrae per molte ore fino a tarda sera. Il giornale ha una tiratura di mille copie distribuite per le vie principali di Aragona, ma quasi la metà delle copie sono date gratuitamente. Le spese di gestione non sono coperte dalla vendita del giornale e sono bilanciate con gli annunci pubblicitari, con le offerte dei lettori e con il contributo di alcuni suoi collaboratori, che in più di una occasione si tassano per pagare le spese di tipografia. Il giornale, nonostante le difficoltà finanziarie che incontra fin dal suo primo anno di attività, non si ferma e passa dall’edizione in numero unico alla regolare registrazione presso il Tribunale di Agrigento, al n. 145 del 19/07/1985, col titolo “La voce di Aragona”, con Franco Castaldo direttore e lo scrivente redattore, che si occupa della raccolta degli articoli, della loro correzione, del menabò, della  stampa e della distribuzione delle copie per le vie di Aragona, allora molto affollate nei giorni prefestivi e festivi.

Dopo  la  registrazione  al  tribunale  di  Agrigento  il  giornale  continuerà  ad  essere  stampato a Racalmuto fino al 1988, successivamente nella tipografia Aurora di Aragona fino al 1993 e, quindi, nella tipografia Europrint di Aragona, fino al mese di novembre del 1997 in cui è pubblicato il suo ultimo numero prima di cessare l’attività.

Dopo il 1991, viene meno l’introito della pubblicità e le pubblicazioni della “La Voce di Aragona”, sono rese possibili grazie agli interventi della Biblioteca comunale, che acquista mille copie di alcuni numeri e le distribuisce gratuitamente ai lettori. Il giornale dopo il 1993 limita le pubblicazioni prima di sospenderle definitivamente nel 1997. Molti dei suoi iniziali promotori, o perché costretti a lasciare Aragona per lavoro o perché hanno perduto ogni interesse, non lo collaborano più e a mantenerlo in attività rimangono solamente il nuovo Presidente della cooperativa che lo gestisce, Angelo Salamone, il suo redattore, lo scrivente Francesco Graceffa, e Pietro Pantalena che si occupa dei servizi sportivi e Alfonso Salamone che cura la parte legale.

La Voce di Aragona nei suoi 14 anni di attività, dal 1983 al 1997, è pubblicata 38 volte

Il giornale nell’ultimo periodo va in edicola, al massimo, tre volte in un anno e qualche volta anche una sola volta, per non far decadere l’autorizzazione del Tribunale. Fanno eccezione i cinque numeri del giornale pubblicati nel 1993, grazie ad un contributo del Comitato per l’emigrazione, che tra le sue attività programma di far recapitare delle copie del giornale agli emigrati di Aragona. La Voce di Aragona nei suoi 14 anni di attività, dal 1983 al 1997, è pubblicata 38 volte; non sono molte ma hanno una grande importanza perché sono le uniche testimonianze degli avvenimenti del paese nell’ultimo scorcio di secolo e se raccolte e ripubblicate insieme possono essere delle pagine di storia di Aragona, riccamente documentate e di facile lettura.

Lo stimolo che il giornale dà alla vita culturale e sociale del paese, nei suoi quattordici anni di attività, è enorme e per mezzo suo si approfondiscono le conoscenze sul patrimonio culturale del paese, sulla sua storia, sulle sue tradizioni popolari, sui suoi siti archeologici, sulle Maccalube, la torre del Salto d’Angiò, e nascono alcune pubblicazioni su Aragona e molte altre attività di studio e di ricerca nelle scuole  locali.

I principali promotori che hanno fatto nascere e crescere il giornale

I principali promotori che hanno fatto nascere e crescere il giornale sono Alfonso Sammartino impiegato dell’Enel, che ha il merito di avere promosso la nascita del giornale, lo scrivente per per tanti anni collaboratore de La Sicilia e l’Amico del popolo di Agrigento, Luigi Galluzzo che ha iniziato la sua attività giornalistica con la “Voce di Aragona” per poi passare a lavorare con Teleacragas e, dopo dieci anni, è approdato negli studi di Mediaset e in quelli di  Studio aperto, Franco Castaldo, che dopo aver diretto “La Voce di Aragona”, ha lavorato con il quotidiano La Sicilia, è diventato giornalista professionista ed ha creato un proprio giornale settimanale “Il Grandangolo di Agrigento”, Pietro Pantalena che ha curato le notizie dello sport locale ed ha collaborato per tanti anni anche con il quotidiano “Il Giornale di Sicilia”, Alfonso Salamone, impiegato presso la provincia regionale di Agrigento e sua sorella Maria Pia, docente delle scuole medie superiori, Angelo Salamone impiegato presso la prefettura di Agrigento, Pietro Zammuto avvocato e docente delle scuole superiori, Pippo Cuschera, Giuseppe Alongi docente delle scuole superiori, Giovanni Lattuca impiegato comunale, Francesco Barba, e Carmelo Sciortino, docente delle scuole superiori. Molti altri hanno scritto in modo saltuario articoli per la “Voce di Aragona” e tra questi vanno ricordati l’on. Pippo Scalia, Carmela Tararà, Enzo Caci, il sac. Vincenzo Arnone scrittore di Favara, don Ignazio Zambito vescovo di Patti, don Angelo Butera, Nonò Parello, Nino Seviroli, Giuseppe Sferrazza, Elio Di Bella storico, docente delle scuole superiori e fondatore del giornale online “Agrigento, ieri ed oggi”, Salvina Lauricella dirigente della Biblioteca comunale, Stefano Milioto scrittore e studioso di Pirandello, Giuseppe Petrotta, scrittore aragonese autore di diversi romanzi, don Biagio Alessi saggista e studioso della storia dell’arte agrigentina, il dott. Francesco Geraci arguto scrittore, il prof. Mario Pio XII Licata autore di un testo su Pirandello, Maria Serena Rizzo studiosa del medioevo agrigentino, Alfonso Alongi, Salvatore Alongi, Alfonso Tedesco, sindaco di Aragona, e Alfonso Buscemi.

La Prefettura di Agrigento con decreto del 20 agosto 2002, prot. n. 1943, non essendo più operante, cancella la cooperativa “La Voce di Aragona” dal registro prefettizio delle cooperative.
Con la scomparsa del giornale Aragona perde un efficace strumento di stimolo culturale e un testimone della vita del paese per le future generazioni, quale è stata la Voce di Aragona dal 1983 al 1997. Aragona, pertanto, torna nell’anonimato.

  • (1) Le pubblicazioni su Aragona, scritte dallo scrivente, che hanno preso l’avvio da servizi del giornale, sono: “Le tradizioni natalizie aragonesi”, “La Settimana Santa aragonese”, pubblicate dalla Pro Loco; “Le Maccalube di Aragona” e “I canti della tradizione popolare di Aragona”, pubblicate con il rilevante contributo del Comune di Aragona; “Aragona sacra e profana, dalle origini alla fine del Settecento”, pubblicata dalla Pro Loco. I due volumi, La storia di Aragona dalle origini ai nostri giorni e  Zolfo e zolfatai nella storia di Aragona in corso di stampa.

I numeri unici “Echidna”, il “il faro” e “La nuova voce di Aragona”

Nel settembre del 1997, alla vigilia delle elezioni amministrative, è stampato il numero unico “Echidna”, diretto da Maria Rosa Seminerio. E’ composto da otto pagine e presenta interessanti servizi  su alcuni problemi di Aragona e denota un taglio spiccatamente politico.

Peccato che la sua pubblicazione non abbia un seguito ed è solo strumentale alle imminenti elezioni amministrative. Gli articoli sono firmati da Salvatore Alongi, che esamina la situazione del parco delle Maccalube , ancora alle prese con i proprietari dei terreni in cui ricade, Maria Rosaria Seminerio che si occupa del depuratore, del consultorio familiare di Aragona e intervista i tre aspiranti sindaco Biagio Bellanca, Alfonso Tedesco e Giovanni Lattuca, Angelica Buscemi che esamina il turismo ad Aragona, Maria Grazia Morreale che fa una riflessione sulla festa di S. Vincenzo, Calogero Cipolla che denuncia la perdurante chiusura al pubblico della cripta del Rosario, e Maria Assunta D’Alessi e Elisa Puletto che si occupano del volontariato.

Analogo ad “Echidna” è un altro numero unico che è pubblicato dall’Associazione “La Nuova idea” che tutti i martedì si riunisce nell’Oratorio di Don Bosco nella chiesa Madre. Il giornale è stampato nell’aprile del 2002, alla vigilia delle elezioni amministrative, con il titolo “il faro”.   Nelle sue pagine è dato spazio, oltre agli argomenti politici, a Dominique Fidanza, una ventunenne ragazza aragonese divenuta una star della musica leggera tramite un programma televisivo chiamato “Pop Star”, che la seleziona per far parte del gruppo musicale Lollipop, con il quale parteciperà al Festival di Sanremo. La redazione del giornale è formata da Calogero Miccichè, Pietro Caruana, Angela Farruggia, Gaetano Rizzuto, Francesco Sammartino e Giovanna Vaccaro. Tutti gli articoli del giornale non sono firmati.

Un altro numero unico è pubblicato nel dicembre dello stesso anno 2002, con il titolo “La nuova voce di Aragona”.

Un altro numero unico è pubblicato nel dicembre dello stesso anno 2002, durante le festività natalizie, dall’Associazione Sol Diesi’s con il titolo “La nuova voce di Aragona”. L’intitolazione del giornale denota l’intento di emulare il periodico “La Voce di Aragona”, rispetto al quale ha alcune analogie. Inizia, infatti, l’attività nel periodo natalizio, ha come direttore responsabile un pubblicista non di Aragona ed ha un formato di otto pagine, come “La Voce di Aragona”, che ha iniziato la pubblicazione nel dicembre del 1983. Ma si differenzia per il numero limitato di articoli, per gli ampi spazi fotografici, per i titoli e sottotitoli vistosi e per i contenuti di alcuni articoli che esulano dalla vita sociale e culturale di Aragona. Il nuovo numero unico, però, non diventa un periodico e dopo la prima uscita non va più in edicola. Nel suo primo e unico numero andato in edicola il direttore responsabile è il pubblicista Nino Randisi di Raffadali, mentre Maria Rosa Seminerio è il capo redattore. Il giornale riporta due articoli di denuncia sociale, uno sulla palestra dell’Istituto Professionale “Nicolò Gallo” di Aragona e uno sui servizi di trasporto delle autolinee della Ditta Lattuca, due pagine culturali, dei quali una dedicata al pittore Carmelo Terrasi, una pagina dedicata alla musica, con un articolo sul gruppo musicale URUSA, e una pagina con notizie sportive locali.

I tre numeri unici sono un segnale positivo e sicuramente vogliono emulare la Voce di Aragona degli anni Novanta dello scorso secolo e implicitamente ne esaltano il suo valore sociale e culturale.

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